le quattro stagioni di Beniamino: Ssoria d'Autunno

Mi sono  accorta di aver scelto per questa raccolta di  piccole storie stagionali un titolo molto vivaldiano.
In verità qui la musica non c'entra, ma l'armonia spero di sì.
L'armonia della Natura intorno a noi, che in ogni stagione si rinnova nella vita degli esseri viventi, nel ciclo del tempo che accompagna la storia di ognuno.
Beniamino, con l'ingenuità e la sorpresa propria dei bambini, scopre la natura con i suoi ritmi e le sue leggi legate al tempo e allo spazio, impara a leggerne i segni, minimi o grandiosi, ma sempre affascinanti.

 

STORIA D’AUTUNNO
    
         I
"Non lo sai che la magia è nelle piccole cose?"
 Da quando  il venditore di caldarroste gli aveva detto questa frase, così  misteriosa ma, in fondo, così semplice, Beniamino non faceva altro che cercarla, la magia, intorno a sé.
 Non vedeva l’ora di aver finito i compiti per mettersi ad esplorare e, in cuor suo, temeva di non accorgersi della sua presenza. Quindi occhi, orecchi e  mente ben svegli, ma soprattutto cuore, perché è lì che arrivano i messaggi magici, quelli in grado di cambiarci la vita.

L'aquilone di giornale


Carta, spago, un po' di colla,
qualche stecca per sostegno,
ma leggera, canna o legno,
altrimenti non decolla!

In picchiata verso il suolo,
poi di nuovo con un salto
si riprende e torna in volo
tra le nuvole, più in alto.

Puoi formare le sue ali
anche con vecchi giornali:
le parole scriveranno
un messaggio per la gente
che da tempo sta aspettando
e sperando inutilmente.

Tutti quanti a naso in sù
per veder cosa succede
l'aquilone sta lassù,
pronto a dare a chi lo chiede
giusto un filo di speranza,


 o gli dona un sogno vago,
che volteggia e poi va in alto,
pur legato con lo spago.



Non potevo chiamare questa filastrocca semplicemente "L'aquilone", troppo forte l'evocazione della poesia  del Pascoli, che dai primissimi anni del '900 ( Primi poemetti ) parla alla mente e al cuore, dal celeberrimo incipit
 "C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico..."
 passato nel linguaggio comune per l'immediatezza di quell'ossimoro così vivo,  e poi l'onda dei ricordi, fino all'epilogo tragico e tenero.
Allora ecco il giornale, portatore di messaggi e notizie, per un aquilone che somiglia all'animo umano: si fa immagine di sogni e desideri, libera la  fantasia e l'immaginazione, ma resta legato alla vita quotidiana, ai problemi di ogni giorno, ma anche alle speranze, alle aspettative ...e si ritorna verso il sogno, il desiderio...
Forse sta proprio in questo cerchio di emozioni il fascino dell'aquilone.

La girandola

Fino a poco tempo fa le mie filastrocche avevano un blog tutto per loro "Filafilastrocca"


e nell'immagine  dell'intestazione ( presa dal web)  c'era un prato con le girandole al posto dei fiori e anche un annaffiatoio che dall'angolo in alto  spargeva un fresco zampillo d'acqua.
Sì, perché nel fortunato mondo delle filastrocche tutto può accadere, anche che le girandole spuntino nei prati.
Ora che le filastrocche hanno trovato una nuova casa, in condominio con le altre cose che scrivo,
ho pensato di dedicare alle girandole una filastrocca tutta per loro.
La girandola è un giocattolo semplice e senza pretese, eppure, nell'era dell'automazione, batterie e telecomandi, led, luci e suoni, vo-ci me-ta-lli-che ed altre applicazioni tecnologiche, ha ancora il suo pubblico, perchè i bambini hanno bisogno della semplicità che può venire solo dalla Natura.

La girandola graziosa
gira gira senza posa
roteando a tutte l'ore
sembra quasi un grande fiore.

Se ne sta sopra il suo stelo,
e sta lì, tra prato e cielo:
un po' elica e un po' stella,
tutta colorata e bella.

Basta il soffio di un bambino
che la sfiori da vicino,
basta un alito di vento
e si mette in movimento.

Quasi sembra scomparire
tanto va velocemente
poi rallenta e, finalmente,
la vediamo riapparire.

Che magia  è questa qua:
basta un soffio o un po' di vento,
la girandola lo sa
e anche il bimbo è ben contento!